Si sono tenute Mercoledì 24 Giugno a Milano presso il Sheraton Diana Majestic le premiazione della V edizione del PremioNazionale GIOVANI IMPRENDITORI DELLA MODA 2009, organizzato da: Camera Nazionale della moda Italiana, Class Editori e SDA Bocconi con il patrocinio di ANCI (Associazione Nazionale Calzaturifici Italiana ) e di SMI (Federazione Tessile e Moda) in collaborazione con ERNST& YOUNG.
Perchè vi raccontiamo di questo prestigioso premio? Perchè uno di Noi della Chimera lo ha vinto.
Vince Il premio Giovani Imprenditori della Moda categoria gioiello:
Eleonora Anselmi
Eleonora è stata insignita di una targa dal Presidente Nazionale della Camera della modail Commendator Mario Boselli per avere saputo con passione, infaticabile energia e grande forza di volontà portare con successo la Chimera Gold, azienda di famiglia, in nuove aree di business. Eleonora è stata la prima donna ad essere premiata in questa categoria da quando il premio è stato istituito nel 2005 e segue una nutrita schiera di illustri vincitoriche nei precedenti anni hanno ricevuto questo titolo.
Franco Pianegonda ( per PIANEGONDA 2006)
Marco Carraro (per MORELLATO& SECTOR 2007)
Marco Bigeco (per MARCO BIGECO 2008)
(Nella Foto la prima ragazza da sinistra)
Congratulazioni da parte di tutti i tuoi colleghi.
IL BLOG è PRONTo AD OSPITARVI TUTTI. COM’ ERA nelle nostre intenzioni, TRA POCO I VeRI PROTAGONISTI DEL BLOG SARETE VOI AMiCI ED AMICHE DI CHIMERA. Questo spazio e’ vostro e vorremo che insieme ne facessimo buon uso.
E’ uno spazio libero, aperto, dove poter scrivere e commentare in maniera molto semplice tutte le situazione che discuteremo. Per ogni domanda poi dall’altra parte ci siamo noi pronti a rispondere.
Presto verrò ad intervistarvi tutti..spargete la voce.
Quando hai una passione grande per quello che fai metti tutto te stesso nel tuo lavoro e molte volte chiudendo gli occhi ti immagini vicino a coloro che rappresentano il tuo mito. Anche a noi capita un pò questo, quando progettiamo i nostri gioielli i ispiriamo alle creazioni che maggiormente ci piacciono allo stile di alcune firme sacre della moda. Oggi il nostro piccolo tributo va a Coco Chanel forse il brand più elegante dell’alta moda.
Le collane presentate in queste foto sono la sintesi esatta di alcuni nostri progetti grafici. Un gioiello importante non semplice accessorio ma al pari di un capo di abbigliamento, e le forme con l’alternarsi di fiori e foglie nella versione molto elegante di bianco e nero.
L’ufficio stile se mai ce ne fosse stato bisogno s’inchina di fronte a questo gioiello.
Non mi pento di nulla nella mia vita, eccetto di quello che non ho fatto.
Il sacchetto, quello bello, lucido e plasticoso, verra’ bandito dal dicembre 2009. A sosituirlo i sacchetti biodegradabili, 100% pasta di mais o altro materiale organico.
Con un ciglio un po business woman consapevole, vado al supermercato e compro. Ma insacchetto solo bio, con quella busta fatta di surrogato di pop corn che non fa nemmeno male all’ambiente. Cosi compro e spendo, ma inquino di meno. Le mitiche buste, diventano il mio prodotto biodegradabile per eccellenza: quasi ho paura di tenerle con le mani sudate perche non voglio che si sciolgano..
E mi sento acquirente ecoinformata, biocompatibile.
Purtroppo pero’, quando il successo sembra cosi facile da ottenere si scopre l’inghippo.Le buste sono biodegradabili, ma l’inchiostro con il quale le varie esselunghe e ipercoppe pubblicizzano la loro coscienza verde no. Il risultato e’ che la quantita’ di metalli pesanti altamente inquinanti depositata sul suolo rimane la stessa.
La busta si scioglie ma i coloranti rimangono li a galla, come gli inganni, a tatuare la nostra terra con i simboli delle tribu degli ipermercati.
Quando ho letto le news del giorno ero un pò annoiato. Niente che scuotesse la mia attenzione, poi alla fine questo titolo: “una mamma preoccupata”, sentiamo che dice mi son detto e l’ho girato anche a Voi.
Qua sotto trovate integralmente quello che questa madre chiede alla redazione di Giornalettismo, un quotidiano on line.
Leggete e rispondete, c’è da farsi una risate o da essere preoccupati?
Caro Giornalettismo, sono una mamma. Una mamma preoccupata.Mia figlia è un’adolescente di sedici anni, e come tutte le adolescenti fuma di nascosto, ma non è questo che mi preoccupa.
Non sono inpensierita neanche dal fatto che quando esce si dimentica di avere un cellulare e mi fa prendere un infarto tutte le volte che fa tardi con amiche dai nomi improbabili come India.
Credo anche che finchè continuerà a credere che il sapere si trasmette per osmosi dal libro alle sue mani, avrà qualche problemino con la scuola, ma non è questo il mio cruccio.
Il mio problema è che mia figlia è una coatta, e per non passare per la solita mamma italiana esagerata ti faccio leggere un piccolo esempio di come parla su msn con i suoi amici:
Figlia Coatta: senti.ma.già.dtt. Sirvia ar.telefOnO.qll.k.te.sei.nventatO
Amico Coatto: a vojo sape purio, dimmelo pura me, daje
FigliaCoatta: Aoh, io n scappO se me vOi me trOvi mpiazza a cicciO!Che consiglio mi dai? Io nn ho consigli da dare, sono poco indicato, ma voi donne Chimera che direste a vostra figlia/o.
Mettetevi comodi se ci riuscire. Nel nostro giretto quotidiano nel web abbiamo scovato un oggetino niente male che sarà presente al salone del mobile di Milano. Dalla forma bizzarra, ricorda una nuvola carica d’acqua o un agglomerato di bolle di sapone. Sofficie solo nelle linee, realizzata in nikel placcato alluminio, la sua forma tradisce l’elevato peso.
Cloud Chair, questo il nome dell’opera realizzata dal designer olandese Richard Hutten,ed è prodotta in edizione limitata e firmata dalla Gallery Ormond di Ginevra. Per vederla credo proprio che dovrete fare un salto al salone del mobile di Milano, o magari in questi bei giorni di primavera guardate in alto e tra una nuvola e l’altra la riconoscerete.
Cari colleghi tra le mie perlustraizioni nel mondo dell’etere oggi nel giorno del rientro dallle vacanze pasquali, ho trovato alcune piante dalle prestazioni eccezionali.
Queste sono l’Areca (Chrysalidocarpus lutscens), la Lingua di suocera (Sansevieria trifasciata) e il Potos (Epipremnum aureum). L’Areca, ribattezzata Pianta del soggiorno è quella che pulisce l’aria durante le ore di luce, mentre la Lingua di suocera - la pianta della camera da letto - fa il lavoro di notte, trasformando Co2 in O2. Sei o sette Lingua di suocera, alte fino alla cintola, e 4 Areca ben cresciute, coprono il fabbisogno di una persona. A completare il lavoro delle prime due ci pensa La Specialista, il Potos, che filtra l’aria, ripulendola dalla formaldeide.
Diciassette anni fa Kamal Meattle scoprì che l’aria di Nuova Delhi iniziava ad ucciderlo, provocando affaticamento dei polmoni e allergie. Per questo iniziò a studiare quali piante potessero provvedere a fornire all’essere umano la giusta quantità di aria pulita, almeno in casa propria. Kamal Meattle ha condotto studi e ricerche su queste piante per quindici anni presso il Paharpur Business Centre, un edificio occupato da 300 persone, che contiene 1200 esemplari di queste piante, che fanno il lavoro di pulizia e rendono l’aria dell’edifico tra le più pulite al mondo. Gli studi hanno dimostrato che dopo 10 ore trascorse nell’edificio, le condizioni di salute dell’individuo saranno migliori che all’entrata.
Correte dal fioraio!
Benvenuti alle seconda lezione sul mondo della moda del passato…il vintage. In questo video vengono presentati abiti ed accessori degli anni 40 fino ad arrivare fino agli anni 90. Se terrete aperte le orecchie, ascolterete anche tanti utili consigli per combinare look diversi e per acquistare il capo che fa per voi.
Non vi resta che fare click e scegliere che tipo di donna volete essere.
Nuovo concept di gioielleria proposto da Hafsteinn Juliusson e’ un designer di Reykjavik (in Islanda). Questo giovane artista progetta gioielli viventi in cui far crescere il muschio.
Il designer spiega, nel suo sito, che spetta all’acquirente prendersi cura del muschio all’interno dei gioielli che acquista.
Lui definisce Growing jewelry un tentativo di riportare la natura all’uomo metropolitano. Un idea di sicuro impatto anche se forse non prorpio per tutte le latitudini, immaginate i poveri muschi sotto il sole torrido delle nostre spiagge. Ma ciò che conta è vedere in modo concreto l’unione la fusione tra gioielleria e natura, tanto difficile da applicare.
Il 28 marzo, dalle 20,30 alle 21,30 (in tutti i fusi orari del pianeta) si spegneranno le luci di ogni città, per sensibilizzare tutti attorno alle problematiche dei cambiamenti climatici, del surriscaldamento globale e dello spreco di energia.Earth Hour, nelle edizioni precedenti, ha già coinvolto milioni di persone in tutto il mondo, e l’obiettivo di questa edizione è arrivare a quota un miliardo. Noi di Chimera siamo sensibili a questa iniziativa e per quell’ora ci faremo cullare dalla luce della luna.